
Il Bitcoin, la riserva di Bitcoin, il dollaro e il debito pubblico statunitense si trovano oggi all’interno di un unico sistema finanziario globale che, solo pochi anni fa, sembrava impossibile. Il 16 settembre 2026, la Commissione per i servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il disegno di legge H.R. 8957 – American Reserve Modernization Act – per congelare in futuro una riserva pari a 324.000 BTC (25 miliardi di dollari) per 20 anni.
Gli Stati Uniti d’America stanno accumulando una riserva strategica di BTC proprio nel momento in cui il debito federale ha superato per la prima volta i 40.047 trilioni di dollari. Di questa somma, circa 32.27 trilioni di dollari sono rappresentati dal debito nei confronti dei creditori pubblici, mentre altri 7.78 trilioni di dollari sono costituiti da passività intergovernative. Ma ciò non significa che Washington abbia trovato un modo per estinguere i debiti del Paese con la criptovaluta. Al contrario: le autorità americane stanno di fatto accumulando un'attività che non potrà essere venduta rapidamente.
Il Congressional Budget Office prevede un deficit del bilancio federale pari a $1,97 trilioni nell’anno fiscale 2026. Secondo le previsioni, il debito detenuto da creditori pubblici dovrebbe crescere dal 101% del PIL nel 2026 al 120% nel 2036, e entro il 2056 questo indicatore potrebbe superare il 175% del PIL.
Washington sul Bitcoin: 20 anni senza diritto di vendita
Sebbene la Commissione per i servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti abbia approvato il disegno di legge «American Reserve Modernization Act», il documento non è ancora legge e deve superare l’ulteriore iter legislativo.
Il disegno di legge prevede la creazione di una «Strategic Bitcoin Reserve» ufficiale, con un periodo minimo di detenzione della criptovaluta di 20 anni, durante il quale non sarà possibile vendere, scambiare, mettere all’asta o utilizzare come garanzia. Alla base dell’iniziativa legislativa c’è l’idea di centralizzare e conservare a lungo termine i BTC già controllati dallo Stato, ovvero circa 324.000 bitcoin confiscati.
Il problema dei 40.000 miliardi di dollari e la traiettoria finanziaria degli Stati Uniti
Il debito degli Stati Uniti è ormai talmente elevato che persino i tassi di interesse elevati si stanno trasformando in un rischio di bilancio a sé stante, mentre l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine sta suscitando preoccupazione tra gli investitori riguardo alla politica finanziaria statunitense. Ad agosto, il rendimento dei Treasury a 30 anni ha raggiunto il 5,34%.
Sullo sfondo del deficit di bilancio degli Stati Uniti e dell’aumento degli oneri per il servizio del debito, la Bitcoin Reserve appare come un tentativo di creare un asset digitale statale a lungo termine.
Questo rappresenta una minaccia per il dollaro?
Per ora è prematuro parlare di un crollo del dollaro a causa del Bitcoin. Gli Stati Uniti rimangono l’emittente della valuta di riserva mondiale e la riserva di BTC non abroga il sistema del dollaro. Ma è già evidente che Washington non considera più il Bitcoin esclusivamente come un asset speculativo privato: lo Stato lo sta riclassificando nella categoria delle riserve strategiche.
Ciò indica che, nel futuro sistema finanziario, questo asset digitale in deficit avrà un valore strategico anche se il debito americano continuerà a crescere.