
L'istituto della fideiussione si sta trasformando sempre più spesso da una «formalità» per l'istituto finanziario a un rischio a tutti gli effetti, che comporta una piena responsabilità finanziaria. Infatti, il garante è finanziariamente responsabile del debito allo stesso modo del mutuatario stesso. In un caso reso pubblico dalle riviste giuridiche, il tribunale ha condannato il garante a pagare oltre 800 mila euro per un prestito scaduto del debitore principale – quindi, i tribunali non solo in Europa, ma anche in Ucraina stanno aumentando la pressione sui garanti.
I conti in criptovaluta, i Bitcoin, gli stablecoin e altre criptovalute stanno diventando visibili alle autorità statali, e i tentativi dei debitori di convertire i propri beni in criptovaluta per evitare il pignoramento dei conti finiranno sempre più spesso con un successivo recupero coatto dei fondi. Gli avvocati stanno già registrando un aumento delle controversie in cui le criptovalute sono considerate come potenziale oggetto di esecuzione.
Nonostante la criptovaluta non sia attualmente un mezzo di pagamento ufficiale in Ucraina e la legislazione stia solo definendo un meccanismo completo per la gestione degli asset virtuali, la legge “Sugli asset virtuali” ha già riconosciuto la criptovaluta come una categoria distinta di asset immateriale. È proprio questo fatto giuridico ad aprire la strada al futuro sequestro delle criptovalute nell'ambito delle procedure esecutive e, se in passato i debitori consideravano Bitcoin o USDT una “cassaforte digitale segreta” impossibile da trovare, nella realtà odierna la situazione cambia di giorno in giorno.
In Spagna, le autorità fiscali e i tribunali stanno già lavorando attivamente con le criptovalute dei debitori e i tribunali riconoscono sempre più spesso le criptovalute come beni che possono essere sequestrati nell'ambito del recupero dei crediti. L'Agencia Tributaria ha il diritto di richiedere alle borse di criptovalute informazioni sui conti dei cittadini, mentre le banche e le piattaforme finanziarie sono tenute a trasmettere i dati relativi alle attività digitali.
In generale, si osserva una tendenza simile in tutta l'Unione Europea. Ciò, a sua volta, significa che l'anonimato delle criptovalute in Europa sta rapidamente scomparendo. Infatti, il regolamento MiCA, che sta gradualmente entrando in vigore in tutti i paesi dell'UE, sottopone di fatto il mercato delle criptovalute a una rigorosa vigilanza finanziaria. Gli exchange di criptovalute e gli operatori di cripto-asset devono effettuare l'identificazione dei clienti, soddisfare i requisiti AML/KYC e collaborare con le autorità di regolamentazione statali.
In Ucraina, la prassi giuridica e giudiziaria dimostra sempre più rigore: i tribunali ucraini interpretano in modo sempre più restrittivo i contratti di fideiussione e il fideiussore è responsabile in solido, se non diversamente specificato nel contratto.
Si tratta del meccanismo della «responsabilità solidale», previsto dagli articoli 553-554 del Codice civile ucraino. Se il mutuatario smette di rimborsare il credito, la banca o la società finanziaria ha il diritto di rivolgersi non solo a lui, ma anche al garante. In molti casi il creditore non è nemmeno tenuto a esaurire prima tutte le possibilità di recupero dal debitore principale. Allo stesso tempo, i tribunali riconoscono anche dei limiti: se la banca o l’istituto di credito ha modificato le condizioni del credito senza il consenso del garante, o ha superato i termini stabiliti per adire il tribunale.
I giuristi dell'UE, della Spagna e dell'Ucraina prevedono che la fase successiva sarà l'automazione dell'accesso dei servizi esecutivi a tutte le risorse digitali. In futuro, il principio e la procedura potrebbero assomigliare al sequestro di un conto bancario, tramite una richiesta elettronica a un exchange di criptovalute autorizzato.
Il sistema finanziario europeo si sta orientando verso un modello in cui nascondere i debiti – né in banca né in criptovaluta – sta diventando sempre più difficile. E il garante, che accetta di fungere da garante per il credito di un altro, rischia non solo denaro o immobili, ma anche asset digitali.