
Il Pentagono ha reso pubbliche informazioni provenienti da archivi top secret che per decenni sono stati oggetto di voci, supposizioni, teorie complottistiche e leggende su spie. La nuova serie di documenti resi pubblici negli Stati Uniti non riguarda solo gli UFO e i possibili contatti con oggetti non identificati, ma anche il modo in cui i dipartimenti governativi dei servizi segreti valutavano il futuro delle tecnologie digitali, delle criptovalute e del controllo globale sulle informazioni segrete e pubbliche. La pubblicazione dei materiali ha suscitato un'ondata di discussioni non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo: se le strutture governative hanno nascosto per decenni i dati sui fenomeni anomali, quanti altri segreti rimangono sotto il timbro «top secret»?
Un ampio corpus di documenti riguarda i programmi di monitoraggio dei fenomeni aerei non identificati (UAP), studiati per anni dai militari americani. Nei rapporti si fa menzione di oggetti che hanno dimostrato velocità e manovrabilità difficili da spiegare con le tecnologie moderne. In alcuni altri materiali declassati figurano analisi e previsioni relative alla finanza digitale, alle transazioni anonime e alle criptovalute. Quindi, dopo decenni di smentite, le autorità statunitensi hanno di fatto ammesso: il Pentagono ha raccolto sistematicamente informazioni sugli UFO e ha analizzato i metodi e i rischi dell’uso delle criptovalute per finanziare lo spionaggio.
Tuttavia, gli esperti ritengono che i servizi segreti americani, ben prima del boom globale delle criptovalute, analizzassero i rischi dell'uso della blockchain per finanziare lo spionaggio, i sistemi internazionali di riciclaggio di denaro, gli attacchi informatici, nonché i metodi per combattere questi fenomeni.
Secondo le stime del Cambridge Centre for Alternative Finance and Industry Research, dopo l'espulsione dei miner dalla Cina, gli Stati Uniti rappresentano dal 35 al 40% del mining mondiale di Bitcoin. I maggiori volumi di mining sono tradizionalmente concentrati negli Stati del Texas, della Georgia e del Kentucky, mentre le criptovalute più popolari per la conservazione rimangono Bitcoin, Ethereum, Tether, Solana e USD Coin.
Secondo i dati dell'FBI, nel 2024 le perdite degli americani a causa delle frodi legate alle criptovalute hanno superato i 6,5 miliardi di dollari. Se nel 2023 le perdite ammontavano a oltre 5,6 miliardi di dollari, nel 2025 supereranno già gli 11,3 miliardi di dollari.
La società Chainalysis riferisce che solo nel 2024 le operazioni illegali in criptovaluta potrebbero aver raggiunto i 40,9 miliardi di dollari, mentre nel 2025 le frodi e le violazioni globali legate alle criptovalute hanno fruttato ai criminali circa 17 miliardi di dollari. Si sottolinea che ogni anno cresce il numero di frodi basate sull'intelligenza artificiale con tecnologie deepfake, piattaforme di investimento fasulle e altri schemi simili.
Un problema a sé stante, per gli investitori privati e aziendali, rimane quello delle criptovalute perse per sempre. Secondo le stime degli analisti blockchain, da 3 a 4 milioni di Bitcoin potrebbero essere irrimediabilmente inaccessibili a causa di chiavi smarrite, errori di conservazione e decesso dei proprietari. Si tratta di quasi il 20% dell'emissione massima di Bitcoin. Una parte di questi asset è di fatto “congelata” per sempre e non tornerà mai in circolazione sul mercato globale delle criptovalute.
La divulgazione degli archivi del Pentagono ha dimostrato ancora una volta che ciò che per decenni è stato considerato un mito può un giorno trasformarsi in un documento ufficiale. E se i governi mondiali hanno già iniziato a rendere pubblici i materiali sugli UFO, i prossimi potrebbero essere i dati segreti sulle operazioni informatiche, i metodi per “sbloccare” la valuta digitale, l'intelligenza artificiale o i sistemi globali di sorveglianza elettronica.
Prima o poi, i più grandi segreti di Stato diventano di dominio pubblico. Ciò accade solo quando la società è già pronta alla loro divulgazione e la storia dei servizi segreti lo dimostra.